Laboratorio di Economia Civile di Avola

Febbraio09

Laboratorio di Economia Civile di Avola

 

120127-28_Avola_09_Steni_Zam

Era ambizioso e forse un po’ folle l’obiettivo di questo primoLaboratorio di Economia Civile di  Avola: porre le basi per creare nuove regole, civili e sostenibili per la gestione dei beni comuni e del territorio: regole che conciliassero in maniera nuova mercato e politica. E come? Partendo dall’apporto di tutti i convenuti, dagli imprenditori, ai professionisti, dagli educatori alle casalinghe, ciascuno interpellato personalmente a dare testimonianze di buone pratiche da cui trarre regole efficaci, e soprattutto sostenibili. “Questo è anzitutto unlaboratorio -ci è stato detto al nostro arrivo- “per cui la parte iniziale degli interventi dei relatori non è la più importante ma sarà a servizio del momento fondamentale del pomeriggio, in cui insieme si lavorerà, divisi in tre per gruppi , ciascuno dando il proprio contributo.”

Steni Di Piazza che è al contempo direttore della Filiale di Banca Etica di Palermo e membro della Commissione di Economia di Comunione di Sicilia Calabria e Malta, è il fine tessitore del lungo percorso che ha portato fin qui: un percorso fatto di relazioni costruite, di convegni effettuati negli ultimi anni, l’ultimo dei quali, nel 2010 dal coraggioso titolo “Etica è Legalità“. Anche il luogo dove si svolge il tutto è molto significativo ed ha indubbiamente un suo “genius loci“. Certo quando mesi fa Steni decise di collocare il Laboratorio qui, nel magnifico Eremo della Madonna delle Grazie di Avola Antica, splendidamente ristrutturato e messo in uso dalla cooperativa “Bioturismo” che ha gestito tutta la gestione logistico-organizzativa dell’evento, non poteva immaginare che proprio da Avola sarebbe partita la protesta dei “forconi”… Ma certe cose non capitano per caso. E così, come dice Steni: “da Avola parte la protesta e da Avola arriva la proposta“. Impressionante il numero di adesioni ricevute: molto al di sopra delle possibilità che il luogo consentiva, per cui a molti si è dovuto dire di no: segno che i tempi sono maturi per iniziative fortemente partecipative come questa, mentre notizie di questo evento rimbalzavano in tutti i blog dell’isola.

Si è già scritto molto di questo laboratorio su queste pagine per cui cosa posso aggiungere ancora? Vorrei poter trasmettere la sensazione di grande positività che ha pervaso quelle ore trascorse ad Avola: quello che ho potuto constatare di persona è una società civile siciliana positivavitaleche già lavora sodo e nel concreto, e che ha già molti frutti maturi, molte buone pratiche da raccontare e da prendere a modello: persone che la difficile realtà la conoscono e la affrontano, magari con l’ausilio di una valigia di Malox come simpaticamente afferma il sindaco diCastelbuono Mario Cicero. Bella gente che mi ha letteralmente conquistata. Eravamo quasi 50 nel nostro gruppo di lavoro: il tempo era limitato e tutti dovevano avere il proprio spazio. Ebbene tutti hanno contribuito con grande serietà, senza divagare, senza fare polemica, con estremo rispetto dei tempi e tanta concretezza. E fra di noi non ci si conosceva!  Alla fine non era semplice, con tale ricchezza, fare la sintesi da riportare in plenaria ma allo stesso tempo, pensando a ciascuno, ci si è riusciti.

In tutto questo Economia di Comunione che ruolo ha avuto? Erano previsti momenti specifici di presentazione del progetto in plenaria ma per una serie di circostanze “stagionali” (i relatori che si sono ammalati..) questo non è stato possibile. Quindi si può dire che non si sia “parlato” di Edc. Ma ciononostante eravamo presenti in vari all’interno dei gruppi, dalla locale commissione edc, dalle aziende siciliane e calabresi ed ho l’impressione che il nostro ruolo lì fosse proprio quello di mettere in evidenza tutto il positivo che nasceva. Sento di poter dire che in questa circostanza Edc abbia fatto “da sfondo”, da “lievito”: ringrazio Steni perché con il suo impegno, la sua fantasia e il suo costante coraggio è riuscito a far partire un processo molto positivo di cui il laboratorio dei giorni scorsi costituisce solo la prima tappa. Arrivederci a NapoliBologna e Torino per i prossimi passaggi di questo percorso ancora nel 2012 e nuovamente ad Avola, nella primavera del 2013 per un appuntamento, che diventerà fisso e costante nel tempo.

Nelle sue conclusioni il prof. Stefano Zamagni, di fronte alle innegabili difficoltà che questo cammino ha innanzi ci ha rassicurato dicendo che dobbiamo stare certi che “il bene è infinito” mentre “il male è finito“. Il problema, continuava Zamagni, è che il male è “robusto” mentre il bene è “fragile“: ora questo  bellissimo”bene” costruito insieme ad Avola, fatto di relazioni positive, di  dialogo e di progetti, sta a ciascuno di noi “proteggerlo“, “custodirlo” e “farlo crescere“.

Print Friendly, PDF & Email
  • Scritto da Aurelia
  • 1 Tags
  • 0 Commenti

CATEGORIE Altri eventi Notizie