Concluso il secondo ciclo della scuola «Economia e comunità»

febbraio23

Concluso il secondo ciclo della scuola «Economia e comunità»

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tratto dal sito www.lnx.caritasgrosseto.org

L’incontro col professor Becchetti ci ha dato la spinta definitiva per stabilire un percorso che dia concretezza al bisogno di rimettere al centro dei processi economici la persona». È la considerazione di don Enzo Capitani, direttore di Caritas, a margine dell’incontro che sabato 17 febbraio ha concluso, nella sala Petruccioli di Banca Tema a Pitigliano, il secondo ciclo della Scuola «Economia e comunità».

Nata nell’anno giubilare della misericordia, grazie alla collaborazione col Polo Bonfanti di Loppiano e la direzione scientifica del prof. Luigino Bruni, è proseguita anche nel corso del 2017 come ulteriore spazio di approfondimento delle tematiche che attengono alla economia civile e di comunione. A chiudere il cerchio è stato, come detto, Leonardo Becchetti, ordinario di Economia politica all’Università di Roma Tor Vergata, editorialista di Avvenire e membro del comitato scientifico della 48a Settimana sociale dei cattolici, per la quale ha coordinato il progetto dei «Cercatori di LavOro», che ha individuato 400 buone pratiche per rendere concreto il lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale, tema della Settimana. Alla chiusura della scuola, oltre ai corsisti, sono intervenute anche persone interessate al tema «Territorio, terra e lavoro. Buone pratiche che creano valore e contaminano».

Il percorso, partito nell’anno giubilare per mettere al centro un’economia che abbia la persona come punto di interesse, in realtà è il risultato di una riflessione partita ben prima dello scoppio della crisi economica. «Già nel 2004 – racconta don Capitani – con la rete di associazioni del volontariato con cui collaboro eravamo approdati alla constatazione che con formule di apparente risparmio e con soluzioni che favorivano un’immediata disponibilità di soldi, si sono creati i presupposti perché molte famiglie si indebitassero. Poi nel 2008 la crisi ha fatto emergere in tutta la sua evidenza il primato della finanza sull’economia reale, che è quella che si costruisce sul lavoro e sul risparmio della gente comune. È questa l’economia da preservare e che ha bisogno anche dell’apporto di una visione cristiana delle relazioni, perché abbiamo visto che cosa succede se la finanza speculativa prende il sopravvento». La scuola «Economia e comunità» è servita a mettere a fuoco, attraverso l’apporto competente di economisti, sociologi e intellettuali cattolici, un’altra prospettiva. «Ora – conclude don Capitani – occorre tradurre in scelte quanto appreso».

  • Scritto da Redazione
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