Corso insegnanti SEC: il parere di una di loro

Maggio07

Corso insegnanti SEC: il parere di una di loro

Pubblicato su www.edc-online.org/it, 07.05.2014

In vista del corso “Introduzione all’Economia Civile” rivolto ad insegnanti di Scuole superiori: un’intervista

di Licia Paglione

Banner-SEC Insegnanti ridPaola Delpozzo, insegnante di religione cattolica in una scuola secondaria di I grado di Roma, assistente di didattica e docente del corso opzionale “Economia civile e bene comune: approccio didattico-educativo” presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Ecclesia mater” di Roma, attualmente sta concludendo un dottorato dal titolo “Economia civile e bene comune: proposta didattica per l’insegnamento della religione cattolica in una scuola secondaria di I grado”. Paola contribuirà attivamente alla realizzazione dell’evento formativo “Introduzione all’economia Civile” rivolto a docenti di scuole superiori che si terrà nei prossimi 8-9 maggio presso la sede SEC nel Polo Lionello Bonfanti, grazie al suo ampio lavoro sulle proposte di educazione finanziaria ed economica, in cui si è lasciata ispirare dalla prospettiva civile dell’economia, dal punto di vista non solo dei contenti, ma anche delle metodologie didattiche.

Da entrambi questi punti di vista – le chiediamo – che contributo rintraccia nell’Economia Civile e in che senso esso può offrire un elemento innovativo rispetto ai percorsi di Educazione Economica e Finanziaria già in essere?

Mi pare che l’Economia Civile possa offrire almeno tre elementi innovativi per sviluppare percorsi di Educazione economica e finanziaria. Permette, innanzitutto, di recuperare la dimensione etica specificamente legata all’ambito economico, dimensione che in genere in questo ambito è sottovalutata nei programmi scolastici. Essi, infatti, anche quando introducono la dimensione etica, la legano a tematiche differenti, come l’uso delle risorse ambientali, la sessualità… In secondo luogo, la prospettiva dell’Economia Civile offre l’occasione di introdurre contenuti, preziosi in un momento di crisi economica come l’attuale, come ad esempio la valorizzazione dei “beni relazionali”, della “reciprocità”, del “bene comune”, che altrimenti non sarebbero contemplati in programmi formativi fondati su una visione tradizionale dell’economia. E, infine, la prospettiva civile dell’economia sollecita ad adottare metodologie didattiche innovative, coerenti con i principi che la caratterizzano. Tra tali metodologie la principale può essere il cooperative learning, tecnica poco usata, ma anche mal conosciuta, che si rileva fondamentale per sviluppare un apprendimento che non sia solo teorico, ma anche esperenziale e possa così incidere più radicalmente sulla formazione integrale dei giovani”.

Vista la sua esperienza di insegnante, quale contributo crede  questo corso in procinto di realizzarsi possa offrire ai suoi colleghi?

Ritengo che il corso possa offrire contenuti di valore che altrove non possono essere trovati: molte istituzioni bancarie stanno avviando corsi di educazione finanziaria, ma la dimensione etica in essi risulta espulsa. Inoltre credo che il corso permetterà agli insegnanti che vi parteciperanno di riflettere in modo originale sui collegamenti che le proprie discipline possono avere con l’economia”.

E per i giovani alunni, rispetto alle nozioni economiche più tradizionali, a cosa potrebbero serivire i contenuti offerti in una prospettiva civile?

Come insegnante di religione penso che i contenuti tipici dell’economia civile permetterebbero ai giovani di capire che la Dottrina Sociale della Chiesa non è un insieme di pensieri astratti, ma ha ricadute molto concrete, ha valore per la dimensione sociale della vita. Come educatrice più in generale credo che una riflessione sulla prospettiva civile dell’economia abbia un valore più ampio, offrendo elementi necessari ad una formazione integrale delle persone, una formazione che non consista solo nella trasmissione teorica di saperi, ma coinvolga la vita nel suo complesso, apra “strade” per cercare risposte ad interrogativi profondi, di “senso”, che i giovani si trovano oggi ad affrontare”.

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  • Scritto da Aurelia
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