Polo Lionello Bonfanti

Un Polo imprenditoriale in Italia, “faro di credibilità” per l’Economia di Comunione.

Un polo imprenditoriale che ospita negozi, laboratori, aziende di produzione e di servizi, studi professionali di consulenza e formazione: attualmente oltre 20 imprese di vari settori. La struttura, di recentissima costruzione, offre spazi per eventi di varia tipologia. E’ il primo polo europeo e punto di convergenza per oltre 200 aziende italiane che aderiscono al progetto di Economia di Comunione, un progetto di economia civile che ha come obiettivo di contribuire a realizzare, a livello mondiale, una società più equa, senza più indigenti. Il Polo è parte costitutiva della cittadella internazionale di Loppiano.

I NUMERI

  • 9600 mq. di superficie
  • Oltre 5700 i soci che compongono la E.di.C. Spa
  • Più di 20 le imprese che hanno sede al Polo

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La storia del Polo Lionello

Primo polo imprenditoriale di Economia di Comunione in Europa inaugurato nel 2006.
6 maggio 2002 – Loppiano (Fi)
Il Consiglio di Amministrazione della E.diC.spa, su mandato conferitogli dai Soci delibera l’aumento di capitale da €. 1.090.400 a €.3.000.000.

5 maggio 2002 – Loppiano (Fi)
Assemblea ordinaria per l’approvazione del bilancio dell’anno 2001.
Presenti 95 soci (di questi 76 per delega) che rappresentano il 61.9% del capitale sociale, si presenta il piano di attuazione del Polo ed un primo studio di Business Plan.

9-10 febbraio 2002 – Loppiano (Fi)
Loppiano incontra gli imprenditori.
“Il progetto” del polo Lionello è presentato a 550 tra imprenditori, operatori economici e studenti. Il messaggio di Chiara Lubich, per l’occasione, è programmatico e fondante.
Si presenta la Cittadella di Loppiano, la sua storia, gli abitanti e le sue realtà, in particolare quella produttiva. Durante il convegno si ripercorrono gli sviluppi dell’Economia di Comunione a 10 anni dalla nascita. Il Consiglio di  Amministrazione della E.di C. S.p.A. espone il lavoro svolto: la costituzione della società, il suo originale Statuto, lo studio del progetto edilizio e industriale.
La risposta dei partecipanti convinta e concreta.
Un imprenditore, che si trova a Loppiano invitato da amici, dichiara pubblicamente: “Ho preso due decisioni: domani chiamerò due persone con le quali non mi sono comportato bene nell’azienda e chiederò a loro scusa. Poi voglio contribuire al progetto del Polo”.
Un abitante della Cittadella scrive dopo il convegno: “Conosci l’espressione: ‘Dio, esiste, l’ho visto!’. Posso dire del Polo Lionello: ‘Esiste! L’ho visto!’.
Sono presenti anche alcuni esponenti politici: Lucia Franchini, Consigliere della Regione Toscana che dice: “Sono laica, ma anche se non riesco a trovare il valore aggiunto della fede, debbo dire che l’Economia di Comunione è emozionante: mi ritrovo in questo progetto comprensibile da tutti. In campo economico si cerca tanto, ma non si trova granchè. Questa è una soluzione”.
Manuele Auzzi, sindaco di Figline e Incisa Valdarno: “Da qualche mese stiamo lavorando a questo progetto interessante e qualificante. Ho un’ambizione: che il cuore dell’esperienza delle imprese E.di C. S.p.A. italiane sia proprio a Incisa”.
Mario Primicerio, ex sindaco di Firenze: “Oggi ho capito perché il Polo Lionello deve essere costruito accanto a Loppiano: siccome l’E.di C. S.p.A. deve animare l’economia, è importante che sia vicino a quel “supplemento d’anima” che è la Cittadella”.

9 febbraio 2002 – Loppiano (Fi)
il CdA, su mandato conferitogli dai soci, che rinunciano al diritto d’opzione, delibera un primo aumento fino a 1.200.000 euro da concludersi entro il 31 marzo 2002.

17 gennaio 2002 – Loppiano (Fi)
Chiara Lubich incontra il Consiglio di Amministrazione della E.di C. S.p.A. Le viene chiesto di dare una “frase guida” e lei risponde: “Sei tu Signore l’unico mio bene!”, spiegando che nel mondo economico, oggi, c’è tanto consumismo, è un grande Gesù Abbandonato, bisogna concentrarsi ad amarLo per risuscitarLo affinché al posto del consumismo venga fuori la comunione.
Successivamente si incontra con alcuni imprenditori italiani presenti nella cittadella.

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