Croazia: si riparte con slancio

Febbraio14

Croazia: si riparte con slancio

Si è concluso l’incontro delle commissioni Edc dell’Europa orientale alla Mariapoli Faro: si svolgeranno qui una Summer School per giovani nel 2013 e un grande incontro per tutta l’Europa nel 2014

I giovani presenti: “i prossimi 20 anni appartengono a noi”

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Sono ripartiti pieni di entusiasmo ed arricchiti dalla comunione alla quale ciascuno ha contribuito, i partecipanti all’incontro delle commissioni allargate dell’EdC dell’Europa orientale riuniti lo scorso week end alla cittadella Faro in Croazia.

Tornano ai rispettivi Paesi dopo essersi dati appuntamenti importanti e impegnativi: Luigino Bruni ha avuto modo di sottolineare in questi due giorni che la via della comunione non è facile, che EdC è una vocazione, ed è impossibile resistere a viverla a lungo senza una formazione permanente.

Per questo nel 2013 si farà qui a Faro una Summer school per giovani, mentre nel 2014 si realizzerà un Congresso EdC per tutta l’Europa: nel frattempo occorre continuare a lavorare, ciascuno nel proprio paese, per sostenere e allargare l’idea della comunione in economia. “Sono rinata: nella speranza, nel credere e nell’ amare”, ha detto alla fine Evadell’Ungheria, esprimendo le impressioni di molti altri.

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Nel pomeriggio di sabato, dopo il ritorno in plenaria dei gruppi, in un momento di domande e  risposta Luigino  Bruni ha tracciato alcune caratteristiche del imprenditore dell’EdC. Lo spunto è nato dall’esperienza di un imprenditore della Romania che ha dovuto licenziare 70 dipendenti su 150, ma che è riuscito a mantenere con tutti un ottimo rapporto: l’imprenditore edc:

– è un imprenditore, altrimenti non può essere di EdC. Caratteristiche classiche dell’imprenditore sono innovazione, propensione al rischio e saper convivere con l’incertezza;

– ha una vocazione, cioè in un giorno specifico e in un luogo ha avuto una chiamata: “Vieni e seguimi”; deve sentire che la propria vocazione passa per l’economia;

– ha una vita interiore. Può essere o non essere credente – ma deve avere una vita interiore, una capacità di sentire – un daimon; è una persona con una sua spiritualità;

– non è soddisfatto del mondo economico così come è, e vuole cambiarlo. E’ un persona scontenta di ciò che vede, inquieta; vuole un mondo diverso; non è troppo felice; a volte è si arrabbia e si sdegna. L’imprenditore EdC non è semplicemente un  imprenditore, ma un animatore culturale, perché vuole un’economia diversa. Ci crede, la vive;

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– ha un amore particolare per i poveri. Non li vede come poveretti, ma ama i poveri perché è lui per primo povero che condivide la sua ricchezza;

– è un costruttore della comunità, un fratello, non è soltanto un padre. Siccome è spesso più bravo, intelligente, creativo, l’ imprenditore fatica a trovare rapporti con i pari e si trova da solo. L’imprenditore dell’ EdC è uno che costruisce la comunità, è uno che, semplicemente, fa;

– imprenditore dell’ EdC dimostra con la sua vita che esiste un oltre, un qualcosa di più che non si vede con gli occhi: un di più che si avverte, non rinunciando a tutto, ma mettendo i beni in comunione. E’ un uomo o donna di beatitudini; un mite, un puro, che costruisce la pace e fa queste scelte di mitezza, di giustizia…

La domenica mattina si è riflettuto su un altro dei pilastri dell’Edc, la povertà: Luigino Bruni ricordava che Chiara Lubich ha sempre sottolineato che l’EdC è nata per i poveri, per realizzare le parole degli Atti dei apostoli: “nessuno di loro era nel bisogno”. Lo scopo dell’EdC è dimostrare come sia possibile, almeno in piccola scala, risolvere una delle piaghe dell’umanità: la povertà. La povertà in sè non é uno scandalo: lo diventa in rapporto alla ricchezza. Si tratta di una povertà non scelta che si cura “curando” i rapporti, prima che con il denaro: Economia di Comunione ci ricorda che la ricchezza più grande sono i rapporti fra le persone.

L’EdC sta crescendo, é un corpo vivo, una realtà… Nell’ultimo anno il numero delle imprese EdC nel mondo è aumentato di 43 unità: forti dell’esperienza vissuta si riparte da qui con la consapevolezza che non occorre fare cose grandi, ma inserire le nostre piccole vicende di ogni giorno in questo grande progetto.

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Ce lo hanno confermato i più piccoli, i gen 4 della cittadella Faro, che alla fine dell’incontro hanno raccontato a tutti come vivono l’EdC, facendo le azioni per i poveri. Non è mancata una presentazione del Genfest, festival mondiale dei giovani che quest’anno si terrà a Budapest.

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  • Scritto da Aurelia
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