CS4 SEC – A scuola di management partecipato e corresponsabile

giugno26

CS4 SEC – A scuola di management partecipato e corresponsabile

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Concluso il Seminario “Ri-conoscere il valore dell’impresa, tracce per un nuovo paradigma organizzativo”, promosso dalla Scuola di Economia Civile (SEC) del Polo Bonfanti (17-18 giugno 2016, Burchio – FI).

42 partecipanti tra dirigenti, manager e consulenti di varie tipologie d’impresa a scuola di management “corresponsabile” e relazionale: si tratta del secondo seminario promosso da SEC, “Ri-conoscere il valore dell’impresa, tracce per un nuovo paradigma organizzativo” svoltosi al Polo Bonfanti il 17-18 giugno scorso sul tema della gestione d’impresa secondo i principi dell’Economia Civile.

Un corso ad impianto dialogico e laboratoriale con docenti del calibro di Stefano Zamagni, Luigino Bruni, Vittorio Pelligra, Renato Ruffini, Leonardo Becchetti, oltre a consulenti, come Giuseppe Bruni, presidente APCO, di  imprenditori  come Antonio Diana, Flavio Capovilla e manager che hanno fatto dei principi di relazionalità, costruzione del bene comune e felicità pubblica il motore per un cambiamento di fondo dello stile economico e aziendale, verso un approccio umano e socialmente responsabile in cui l’economia divenga sempre più parte attiva della costruzione e dello sviluppo di società e città a misura di tutti.

Molte le tematiche affrontate nel corso di panel e workshop: dalla governance partecipativa, all’attenzione a un welfare aziendale e allo sviluppo del territorio, alle relazioni e ai conflitti interni alle organizzazioni.

 “È finita l’epoca di strutture organizzative di tipo piramidale in cui chi ‘pensa’ è solo al vertice e tutti gli altri devono solo obbedire – ha affermato Stefano Zamagni, uno dei padri dell’Economia Civile –, ciascuno è portatore di conoscenze, spesso tacite, che devono essere valorizzate e opportunamente indirizzate. Un tale approccio non solo rende giustizia al principio del rispetto della dignità umana, rendendo decente il lavoro, ma consente straordinari vantaggi di natura economica”.

“Le organizzazioni sono luoghi di relazioni ferite, in cui non sempre le ferite diventano “benedizioni”. In che modo le ferite si possono trasformare in benedizioni, dar vita a relazioni? – Si è domandato Renato Ruffini docente di Economia all’università di Firenze illustrando le sfide relazionali delle organizzazioni. “Occorre recuperare la dimensione rituale delle relazioni in azienda, privilegiando sempre la motivazione relazionale di confronto, di scambio, verso una crescita nei rapporti e nella fiducia reciproca. Le relazioni e la conseguente capacità di gestirle mandano avanti le istituzioni anche per millenni. Le cementificano e le rinnovano ogni volta in maniera più forte e nuova”.

Helen Alford, decano della facolta di Scienze Sociali della pontificia Università S. Tommaso D’Aquino ha illustrato il progetto “Blueprint for Better Business”, per un’etica aziendale diffusa secondo i principi della Dottrina Sociale della Chiesa cattolica a sostegno di uno stile economico volto al bene comune, al servizio della società, in grado di generare guadagni socialmente responsabili.

Illustrando i risultati dell’indagine Retinopera sulla responsabilità d’impresa, gli economisti Leonardo Becchetti e Lorenzo Semplici hanno evidenziato il ruolo chiave della la responsabilità sociale ed ambientale d’impresa in uno scenario globalizzato in rapido e inesorabile cambiamento. “Essa si misura attraverso una serie di punteggi attribuiti in specifici domini: lavoro, diritti umani, qualità del prodotto, corporate governance, ambiente. Una “voce di bilancio” che diventerà risorsa sempre più importante e strategica per il bene comune, per la reputazione delle aziende, per l’efficacia delle politiche locali e nazionali e per il benessere dei cittadini. Questo studio dimostra che qualcosa nel panorama economico nazionale sta cambiando verso una maggiore responsabilità sociale delle imprese perché ci sono forze positive che premono in questa direzione, come la pressione dal basso dei cittadini che votano col portafoglio attraverso i consumi e risparmi etici; le istituzioni che fissano regole progressivamente più stringenti per tutelare la dignità del lavoro dei propri cittadini, la loro salute e l’ambiente in cui vivono; l’ambizione più alta di molti imprenditori che si pongono in misura sempre maggiore l’obiettivo dell’impatto socioambientale e della generatività e non solo quello del profitto”.

Dagli interventi e dalle sessioni laboratoriali è emerso uno stile aziendale in aperta sfida con il paradigma verticistico proposto fino ad oggi dallo schema capitalistico, come ha affermato Luigino Bruni, a conclusione dei lavori, lanciando quella che ha definito l’ “impresa vegetale”: per resistere e superare questa e le molte crisi socio economiche occorrerebbe organizzare l’impresa secondo l’intelligenza vegetale: le piante sono più vulnerabili in seguito alla loro sedentarietà  e questo le ha portate a spalmare in tutte le loro cellule le funzioni vitali, rafforzandole di fatto sul lungo periodo: “Le imprese che in tempo di crisi vogliono essere più “robuste” devono pensarsi più come piante che come animali, perché devono essere in grado di ripartire anche dopo aver perso una buona parte del proprio corpo”.

Prossimi appuntamenti SEC

Summer School di Economia Civile – dal 20 al 23 luglio 2016

Summer School di Economia Civile per insegnanti scuole secondarie – dal 7 al 9 settembre 2016

Corso di Alta Formazione in Economia Civile – da ottobre 2016

Info: www.scuoladieconomiacivile.it

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