Formazione differente!

Marzo31

Formazione differente!

Formazione differente!

(Utile ed accessibile)


Il nuovo ciclo formativo, proposto da E. di C. SpA & AIPEC, ha avuto come cornice introduttiva, lo scorso 19 marzo, la presenza di 2 importanti docenti che hanno fatto focus su un paio di elementi legati allo stile di questa formazione, sapiente, pratica, multidisciplinare, accessibile: la cultura alla base di un’organizzazione aziendale e la rendicontazione responsabile.


Nel dare il benvenuto in diretta dal Polo Lionello Bonfanti, Rebeca Gomez, A.D. del centro imprenditoriale, ha sottolineato che aprire il percorso formativo con alcune voci dell’Istituto Universitario Sophia sancisce il legame con questa speciale scuola accademica e, citando il prof. Zamagni, riporta che “Sophia non è semplicemente una forma di sapere di tipo applicativo dei saperi, ma una precisa risposta alla domanda di senso e di valore che sale dalla società”: sarà proprio questo il fil rouge comune ai vari corsi, a fianco del contenuto specialistico che verrà di volta in volta fornito da professionisti di settore.


Pietro Isolan in seguito, Vicepresidente di AIPEC, Assoc. Italiana Imprenditori per un’Economia di Comunione, sottolinea l’idea differenziante di questa originale proposta formativa: portare la reciprocità e la “cultura del dare” all’interno dell’impresa, attraverso tecniche, strumenti concreti e dando testimonianza di uno specifico modus operandi. A tal merito, l’intervento della professoressa Baldarelli conferma che a livello scientifico, seguire un dato approccio, comunicarlo nel modo giusto e saper rendicontare responsabilmente (accountability), conduce a risultati più completi e coerenti. E apporta benefici.


Come decide, all’attuale stato dell’arte, l’azienda? A chi e di che cosa rendere conto? Queste sono alcune domande stimolanti che dal margine economico più elevato di alcuni prodotti sposta l’attenzione su altre variabili, da mettere in correlazione con gli aspetti finanziari più tradizionali. Elementi che oggi devono entrare in azienda, modificando radicalmente il processo decisionale e rispondendo anche alle esigenze del pianeta e della società. Occorre arrivare ad un bilanciamento sempre più equilibrato tra la parte monetaria e quella sociale ed ambientale. Ogni numero rappresentato in un bilancio integrato, è uno scrigno che integra più aspetti e racchiude l’operare delle persone. Ogni rendicontazione è il risultato di un processo relazionale, che ha come base la reciprocità e che permette all’azienda di essere legittimata nell’ambiente in cui opera. Da ricordare che una rendicontazione completa e responsabile rappresenta sempre  più anche un vantaggio per accesso a bandi e appalti (alivello europeo si stanno già scrivendo le regole rispetto a questo)


Con il prof. Giuseppe Argiolas, Rettore IUS, si entra poi nel cuore del concetto di cultura organizzativa: l’identità essenziale, quella parte non scritta dell’organizzazione, l’insieme dei valori, opinioni e conoscenze condivisi dai membri di un’organizzazione e che vengono insegnati ai nuovi membri, quegli aspetti che ci fanno dire, pur operando nello stesso settore, quell’organizzazione è diversa da un’altra.

La cultura organizzativa ci offre, cioè, la chiave per poter percepire, interpretare, valutare ed agire nel contesto in cui si è inseriti. Da qui l’importanza di esser consapevoli e di poter coltivare una certa cultura aziendale secondo 2 livelli: simboli osservabili (ciò che si vede e si ascolta appena si entra a contatto con l’azienda, architettura, riti, storie, linguaggio, clima aziendale tra le persone…) e valori più profondi, dichiarati o taciti (credenze, valori e motivazioni che determinano un modo di agire).


Quando si opera in azienda, sono parimenti necessarie due dimensioni: cognitiva (conoscenze fondamentali, competenze) ed etica (che ci spinge verso una responsabilità, un buon agire). E per costruire relazioni sane, gli assunti alla base di una visione antropologica che ci guidano sono: sulla natura umana, sul rapporto tra persone, sul rapporto tra uomini e società e su quello tra uomini e cosmo.


E’ importante che le imprese siano coscienti dell’importanza del loro operato. Ma qual è la relazione tra cultura e performance aziendale? Si produce vantaggio competitivo in particolare quando:

  • la cultura organizzativa non è comune e non facilmente imitabile
  • c’è congruenza e coesione tra cultura organizzativa interna e quella ambientale esterna (soprattutto in momenti di alta complessità come quello presente)
  • c’è capacità di coinvolgimento nelle decisioni, coerenza nella esplicitazione dei valori, nell’adattabilità al cambiamento e nell’avere una chiara missione che guida comportamenti delle persone


E’ possibile generare una cultura organizzativa di comunione, che ci permetta di mettere in atto relazioni di fiducia, dialogo, sviluppo condiviso, fioritura professionale umana…di attivare un processo virtuoso che porti a risultati ed efficienza. Così si crea valore economico e sociale e lo scopo dei corsi punta proprio a rafforzare conoscenze e competenze, nella scia di questo percorso.

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