La comunità, come luogo terapeutico per eccellenza

Maggio26

La comunità, come luogo terapeutico per eccellenza

2014.05.24 - RisanaSi è svolto il 24 maggio scorso al Polo Lionello il convegno: “La vita è bella, prendiamocene cura insieme”, una riflessione interdisciplinare sulle tematiche di inizio e fine vita. Promosso dall’associazione “Salve”, ha colpito la presenza di un folto gruppo di non addetti ai lavori (ovvero di operatori in campo medico a vario titolo) interessati e toccati in prima persona dal tema.

Il tema centrale del convegno non era certo di quelli davanti ai quali si può fingere disinteresse: l’inizio vita – dalle criticità in geriatria fino all’accompagnamento del malato terminale, fino alla sofferenza esistenziale del malato, passando per la responsabilità sociale, la bioetica, e il mondo dei cosiddetti caregiver. Ad aprire i lavori è stato il dott. Francesco Lanatà, presidente dell’associazione “Salve”, con un aneddoto che ha condotto il pubblico al cuore del tema centrale: la vita al suo inizio e alla sua fine, la forza e la fragilità, ovvero: in tutte le sue fasi l’essere umano ha bisogno di cure amorose.

In serata è seguito un momento di riflessione tra musica e parole con la partecipazione di studenti dell’Istituto universitario Sofia, e di un violinista della Corea in rappresentanza della stessa cittadella, che hanno offerto momenti di poesia e musica, in un intreccio fra arte e medicina che ha fatto sperimentare l’armonia della vita.

“Metodo” e strada proposta dai relatori nel complesso mondo del rapporto medico-paziente  sono la relazione e l’ascolto, come pure  la responsabilità individuale e comunitaria. Per la prof. Flavia Caretta, geriatra, docente presso la Facoltà di Medicina presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma) e presidente dell’associazione Medicina Dialogo Comunione, ogni campo rimane una sfida aperta ad uno stile più dialogante che potrebbe portare a soluzioni che vanno oltre la mancanza di risorse, oltre qualsiasi ostacolo, per giungere a realizzare una rete, una comunità che cura, comunità come luogo terapeutico.

Con sorpresa alcuni dei presenti, durante il dialogo seguito, hanno affermato che per la prima volta nella loro vita professionale sentivano parlare anche di formazione spirituale in un convegno simile, necessaria anche per gli operatori sanitari.

Tra i relatori ricordiamo anche il prof. Antonio Acquaviva, professore associato fuori ruolo Pediatria presso l’università di Siena; la prof.ssa M. Andreani che che svolge attività di ricerca in Etica applicata presso il Dipartimento di Scienze di base e Fondamenti dell’Università “Carlo Bo” di Urbino; la prof.ssa Laura Piccioni, docente di Antropologia Filosofica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Urbino; il prof. S. Valente, ordinario di Pneumologia e presidente ASCLUP (Associazione Chiara Lubich per la Pneumologia), Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università Cattolica del S. Cuore, Policlinico Gemelli di Roma; il dr. Giulio Corsi, anestesista, coordinatore Progetto Scudo: partner C.A.L.C.I.T. Valdarno.

Tutti impegnati anche in prima persona in rapporti con pazienti bambini o anziani, e con le famiglie dei pazienti, hanno trasmesso, attraverso i loro interventi, la passione per questa umanità sofferente, la generosità, la speranza, la potenza di gesti, che seppur operativi in un certo reparto di un certo territorio, sono destinati ad andare al largo, a portare motivazione e speranza a tanti operatori sanitari e ai pazienti stessi.

 

Info:

Associazione Salve Onlus c/o Polo Imprenditoriale Lionello Bonfanti

Loc. Burchio, Figline e Incisa Valdarno (FI)

associazione@salveonlus.org  

notizia pubblicata su www.loppiano.it

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  • Scritto da Aurelia
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