L’amore per la gente del mondo

Marzo08

L’amore per la gente del mondo

Un imprenditore che non abbia “amore per la gente del mondo” non diventerà un buon imprenditore. Senza guardare il mondo e la gente con uno sguardo buono e positivo, senza vedere in un nuovo incontro un’opportunità per crescere insieme, senza dare fiducia come ipotesi di partenza, non si può praticare l’arte della mercatura. L’imprenditore è prima di tutto qualcuno che guarda il mondo come un insieme di opportunità relazionali, che crede che la gente è la sua prima ricchezza e che la ricchezza degli altri è una possibilità anche per se stesso. Qui sta la sua generatività, che nasce sempre dalla generosità dello sguardo sugli esseri umani.

 

Continua il viaggio alle radici dell’etica d’impresa. Non perdere questa terza puntata – venerdì 12 alle 20.45 – per conoscere da vicino le virtù gentili, antropologiche e cardinali della figura dell’imprenditore, fin dall’antichità.

 

Vi aspettiamo, in collegamento dal Polo Lionello Bonfanti, guidati da analisi e riflessioni del prof. Luigino Bruni ed introdotti da Fabio Poles, della Scuola di Economia Civile.

 

…Il virtuoso mercante è allora qualcuno che lavora per denaro e per vocazione. Quindi è un cattivo mercante chi lavora solo per denaro (o chi lavora solo per vocazione, che può essere anche peggiore del primo). E chi lavora solo per denaro non farà nemmeno denaro, perché va contro la natura del proprio mestiere.

 

È antica legge della mercanzia che non si arricchisce chi fa il mercante solo per arricchirsi. Come a dire che la ricchezza arriva, come la felicità, cercando (anche) altro.

 

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