LoppianoLab 2012 – L’Osservatore Romano

Settembre26

LoppianoLab 2012 – L’Osservatore Romano

Pubblicato su www.osservatoreromano.va

di Giulia Galeotti
Dal LoppianoLab 2012 appena concluso

In una verde valle del Chianti, nella cittadella dei focolarini, Loppiano, si è svolto dal 20 al 23 settembre il LoppianoLab 2012, quattro giorni di laboratori, seminari preparatori, incontri fra generazioni, momenti di svago e di festa con giovani provenienti da tutto il mondo. La giornata di sabato 22 settembre, in particolare, ha visto due appuntamenti importanti.

Per primo, un dibattito fra i giovani che hanno moderato i gruppi di lavoro su temi come Europa, lavoro, crisi economica e politica. Alle loro domande hanno risposto, con gli altri, gli economisti Luigino Bruni e Stefano Zamagni, l’analista di questioni europee Paolo Ferrara e il direttore di «Città Nuova» Michele Zanzucchi. Particolarmente interessanti le risposte di Zamagni, che ha individuato una delle ragioni principali della crisi politica in Italia nella mancanza di democrazia deliberativa, un aspetto di cui nessuno parla. Democrazia deliberativa significa che i cittadini possono intervenire sull’operato del Governo non solo eleggendo i rappresentanti, ma anche influendo su di esso fra un’elezione e l’altra. In Italia, invece, esiste solo la democrazia estesa. A seguire, si è svolto un confronto vivace e brillante sull’ultimo libro-intervista di Maria Voce in dialogo con Paolo Lòriga e Michele Zanzucchi, La scommessa di Emmaus. Cosa fanno e cosa pensano i focolarini nel dopo Chiara Lubich (Roma, Città Nuova, 2012, pagine 192, euro 14), a cui hanno partecipato la storica ed editorialista del nostro giornale Lucetta Scaraffia e il giornalista Marco Politi, editorialista de «Il Fatto Quotidiano». Dinnanzi a una sala gremita, si è dunque tenuto uno scambio appassionato sulle grandi questione della Chiesa e della società. E si è parlato anche dell’eccesso di nascondimento del presidente Voce, e del movimento in generale.

Maria Voce (appena nominata tra gli uditori alla prossima assemblea ordinaria del Sinodo dei vescovi sulla Nuova Evangelizzazione) ne è stata eletta presidente nel 2008, succedendo alla fondatrice Chiara Lubich. Calabrese, prima donna avvocato della regione, nel movimento fin dal 1959, responsabile delle comunità in Turchia, Voce ha lavorato per il dialogo con ortodossi e musulmani. Non era una tra le più strette collaboratrici di Lubich: è stata eletta infatti proprio per «iniziare un cammino nuovo nell’Opera, avviando il cruciale e delicato, quanto indispensabile, passaggio dalla stagione di fondazione alla fase immediatamente successiva».

Grazie anche alle osservazioni di Scaraffia, dall’incontro è uscita l’immagine di una presidente coraggiosa, battagliera e innovativa; «la signora delle sorprese», viene definita nel libro. L’impegno deve essere dunque anche quello di farsi sentire. Come movimento, come presidente e come donne. «La colpa è anche delle donne se non occupiamo posti importanti nella Chiesa: non sappiamo proporci» conclude Maria Voce.

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  • Scritto da Aurelia
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