Nei laboratori di Citta’ Nuova: Le alleanze della società civile su accoglienza, giustizia sociale e famiglia LL10/2015

settembre26

Nei laboratori di Citta’ Nuova: Le alleanze della società civile su accoglienza, giustizia sociale e famiglia LL10/2015

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01-hover2015Maurizio Landini, FIOM-CGIL: “La strada per uscire dalla crisi oggi è fare rete, mettersi insieme. Solo così costruiamo un progetto sociale condiviso”. Don Paolo Gentili, direttore Ufficio Pastorale famigliare CEI: “Torniamo a sognare anche noi: preoccupiamoci di piantar fiori, piuttosto che di togliere erbacce”. La seconda giornata di LoppianoLab si è aperta con i laboratori che testimoniano la passione della società civile per la cura del sociale. il “Cantiere Legalità” dei Giovani per un mondo Unito” in Sicilia e a Napoli, l’azione di medici e pediatri nei campi Rom di Roma, i passi in avanti sulla via di un dialogo interculturale e interreligioso a Milano, Padova, Catania; la formazione ai valori della dignità umana e della famiglia e il progetto Up To Me, l’esperienza del “fondo solidale” per cassintegrati e famiglie in difficoltà a Pomigliano D’Arco.

“C’è una sola strada per affrontare la complessità della crisi oggi: mettersi insieme, far rete. Solo così costruiremo un progetto sociale condiviso”. A parlare è Maurizio Landini, segretario generale Fiom-CGIL, intervenendo al laboratorio “Impegno per la giustizia sociale nelle nostre periferie esistenziali”. Dichiarazione che ben sintetizza gli spunti emersi dai tre laboratori di questa mattina, promossi da Città Nuova a LoppianoLab. Hanno preso la parola le reti della società civile, esprimendone tutta la vitalità negli ambiti del dialogo interreligioso, delle sfide famigliari e della giustizia sociale.
Progetti concreti e iniziative già in atto sono stati al centro dei lavori del laboratorio “L’impegno per la giustizia sociale nelle nostre periferie esistenziali”. Francesco Sciuto, garante per l’infanzia di Siracusa, Arianna Saulini di Save The Children, Riccardo Bosi, pediatra romano per minori Rom e migranti, hanno raccontato volti diversi del disagio infantile – dalla piaga dei maltrattamenti all’abbandono – e di come occorra ripartire proprio dai bambini per risanare il Paese e superare la crisi. Sul fronte del diritto al lavoro e del sostegno a chi l’ha perso, grande partecipazione ha suscitato la testimonianza di don Giuseppe Gambardella, parroco a Pomigliano D’Arco, che ha raccontato dell’istituzione di un fondo di solidarietà in sostegno di cassintegrati e famiglie in difficoltà: “Vorremmo che al modello Pomigliano della Fiat di Marchionne si contrapponesse il modello “Pomigliano solidale”, esportandolo in tutt’Italia.
“Basta un po’ d’amore per fare una famiglia?” – si è aperto con questa domanda il laboratorio “Alleanza uomo-donna e bambini”. Don Paolo Gentili, direttore Ufficio Pastorale famigliare CEI ha risposto rilanciando l’invito di papa Francesco ai giovani cubani: “Torniamo a sognare anche noi: una Chiesa che si mette insieme per affrontare la sfida educativa, dove la diversità diventa spazio di comunione. Preoccupiamoci di piantar fiori, piuttosto che di togliere erbacce”.
E a proposito di identità di genere e responsabilità formativa Daniela Notarfonso, medico, esperto in bioetica e responsabile del consultorio famigliare di Albano (RM) ha sottolineato l’importanza di testimoniare la bellezza di una famiglia in cui la differenza di genere è alla base del dono di sé e dell’arricchimento reciproco. Patrizia Bertoncello, insegnante di scuola primaria a Roma, membro del
Cantiere Educazione dei Focolari ha ricordato che compete all’educatore creare quel clima in cui la diversità non è un ostacolo per sviluppare nei bambini quella capacità di accoglienza che già hanno”. A conclusione è stato lanciato il progetto Up To Me del Movimento Famiglie Nuove dei Focolari: un percorso per ragazzi e adolescenti per un’educazione integrale all’affettività e alla relazionalità. Obiettivo: raggiungere 5.000 ragazzi in 4 anni.
Mustafa Baztami, segretario della Comunità Islamica Abruzzese nel laboratorio “Dialogo con i musulmani. Utopia o realtà al tempo dell’ISIS e del terrorismo?” ha ribadito che abbiamo il compito di lavorare insieme ai principi di pace, libertà e giustizia sociale quali elementi comuni all’Islam e cristianesimo. E alla domanda di Michele Zanzucchi, direttore di Città Nuova, se un imam può creare una comunità dialogante, ha risposto: “Lui per primo deve credere nel dialogo e viverlo. Credo che il dialogo vero e duraturo sia quello basato su fatti reali e non teorici”.
E a proposito di pace e soluzioni di convivenza, Massimo Toschi, consigliere del Presidente della Regione Toscana, ha aggiunto: “Ognuno di noi ha la responsabilità di abbassare la soglia dell’odio e ha sottolineato l’urgenza di fare un salto di qualità per aiutare i cristiani dei Paesi in conflitto e le minoranze perseguitate a vivere degnamente nei luoghi d’origine.

Dalle 15.30 alle 17.45 oggi il programma continua con il convegno centrale di LoppianoLab:
“Oltre la paura. Cultura del dialogo, cittadinanza attiva, economia civile”.
Cittadini, imprenditori e lavoratori, giovani e adulti, artisti si confrontano sulle grandi sfide del Paese.

In dialogo con:
• Luigi Bobba, sottosegretario Ministero Lavoro e Politiche sociali
• Luigino Bruni, economista
• Pasquale Ferrara, segretario generale Istituto Universitario Europeo di Firenze
• Lucia Fronza Crepaz, coordinatrice progetti Scuola di Preparazione Sociale – Trento
• Mauro Magatti, sociologo, Università Cattolica di Milano
• Vincenzo Morgante, direttore del TgR, testata giornalistica regionale RAI
• Carlo Petrini, presidente Slow Food
• Michele Zanzucchi, direttore Città Nuova


 

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CS10_LL2015

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