Per una miglior qualità della vita in azienda

gennaio26

Per una miglior qualità della vita in azienda

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Prosegue il ciclo d’incontri sul buon vivere in economia e negli ambiti della cosa pubblica. Economisti, filosofi, sociologi s’interrogano e progettano modelli economici e sociali più vivibili, produttivi e che generano felicità pubblica. Il 30 e 31 gennaio gli ultimi due appuntamenti su biodiversità aziendale e felicità pubblica.”Cosa vogliono i lavoratori? Migliori condizioni, coinvolgimento nei processi decisionali, relazioni più amichevoli e umane, piccole cose: chiedono un maggior coinvolgimento anche nella prospettiva di uno sviluppo futuro dell’azienda, perché accorgersi delle loro necessità significa trarre il meglio da ciascuno a vantaggio dell’intera organizzazione”. È solo uno dei tanti spunti offerti dalla conferenza svoltasi al Polo Lionello Bonfanti di Figline Inciesa Val d’arno lo scorso Sabato 24 Maggio, intitolata “Organizzazione di impresa, democrazia economica e benessere sul lavoro”.

pulsante_sito-13Secondo atto delle quattro conferenze del ciclo “Tuscany: a Global Laboratory for Quality of Life”, promosso dallo stesso Polo Bonfanti, dalla Regione Toscana e dall’agenzia Toscana Promozione, la conferenza, che si collocava nell’ambito del progetto “La Toscana verso Expo 2015” in preparazione dell’evento internazionale “Expo 2015 – Nutrire il pianeta, energia per la vita”, ha visto la partecipazione di professionisti ed accademici di provenienza internazionale: Anouk Grevin (economista, Università di Nantes), Helena A. Marujo (psicologa, Università di Lisbona) ed Arne L. Kalleberg (sociologo, Università del North Carolina at Chapel Hill), modererati dal prof. Stefano Bartolini, docente di Economia Politica presso l’Università di Siena.

Tra le ricche considerazioni, rintracciabili nell’apposita sezione del sito www.pololionellobonfanti.it, l’economistaGrevin ha sottolineato, in tema di “malessere” delle organizzazioni, l’importanza delle testimonianze di umanità sui luoghi di lavoro quale aspetto non misurabile dalle analisi del lavoro, eppure fondamentale in quanto la relazione, come anche la soddisfazione personale, sono aspetti non trascurabili, che se ignorati fanno perdere di fatto la stessa forza lavorativa. In questo senso, ha evidenziato in tema di management, il lavoro di un dipendente, prima che valutato con procedure asettiche e scritte a distanza, va sostenuto, visto e valorizzato, proprio in un’ottica di continua relazione che, se viene a mancare per mancanza di appositi spazi, non solo non risolve le eventuali problematiche ma può anche sfociare in conflitto sociale.

Complementare il contributo della psicologa Marujo, che suggerisce di guardare alle aziende come luoghi produttori di felicità pubblica, per i quali occorre muoversi da una visione individuale ad una comunitaria, ricordando come il benessere di una persona dipenda dalla sua soddisfazione sociale, così come sul lavoro la sua produttività sia legata alla proporzionale felicità provata. Si tratta dunque di maturare scelte organizzative che possano aumentare sia la produttività che il senso di vivere una buona vita anche durante l’esperienza lavorativa, producendo benessere tanto sul lavoro quanto nella comunità.

Presenti all’incontro, tra gli ospiti, anche i 15 ricercatori internazionali selezionati nell’ambito del progetto“Tuscany: a Global Laboratory for Quality of Life” che si concluderà ad ottobre 2015 con la presentazione dei risultati, i quali ultimeranno così un ciclo che si costituisce quale vero e proprio laboratorio partecipato, aperto al pubblico e impreziosito dal contributo di esperti di calibro internazionale, che punta a produrre studi e progetti di ricerca concreti sulla qualità della vita e a sensibilizzarne l’opinione pubblica.

 

Le altre due conferenze del ciclo saranno ospitate nello stesso Polo Bonfanti, riferimento italiano per le aziende che aderiscono all’Economia di Comunione, Venerdì 30 e Sabato 31 Gennaio: “Biodiversità e forme di impresa” ed “Economia civile e felicità pubblica” i rispettivi temi scelti, per offrire percorsi concreti di “riumanizzazione” di un’economia spesso perduta tra esclusive logiche di profitto.

 

di Mario Agostino

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