Polo Lionello: il Per-corso

marzo15

Polo Lionello: il Per-corso

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180 persone, alcune venute anche da molto lontano (Asti, Imola, Ancona, Macerata..) per un corso di formazione aziendale del tutto particolare. Operai ed imprenditori per la prima volta insieme a formarsi ad Edc. Eva Gullo, che impressione hai tratto da questo primo appuntamento del Per-corso Edc al Polo?

Beh, innanzitutto era un po’ il realizzarsi di un sogno per il Polo che per sua vocazione è anche un luogo di formazione. I più felici eravamo sicuramente noi imprenditori e abitanti del Polo perché abbiamo potuto, insieme anche ai lavoratori della Cittadella di Loppiano, rivolgerci reciprocamente domande importanti: l’Economia di Comunione, come la viviamo? Siamo consapevoli del dono ricevuto? Nei lavori di gruppo emergeva che esiste in tutti una consapevolezza del significato del progetto; anche nell’attuazione siamo a buon punto: dobbiamo essere però sempre più capaci di concretezza nella realizzazione e di condividere il “come” capiamo di doverci muovere, giorno per giorno.

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L’impressione che ho avuto, con grande gioia,  era che fossimo nel luogo giusto e nel momento storico giusto a iniziare questo percorso. Ho trovato molto importanti i lavori di gruppo, che saranno il cuore di questo percorso, dopo il primo momento con l’introduzione del tema applicativo: fruttuoso lo scambio che in essi è avvenuto fra imprenditori, lavoratori ed anche dei singoli che, venendo da così lontano, hanno avuto il ruolo di stimolarci con interessanti provocazioni, ad esempio sulla crisi finanziaria. La forza era quello che potevamo condividere insieme nelle risposte. Ho visto lunedì il Polo in vocazione nel suo dover essere punto di riferimento, luogo di formazione, casa degli imprenditori: la presenza di operai e imprenditori insieme a formarsi al progetto, dà la speranza che, anche attraverso questo percorso, si possa passare dall’avere “imprenditori di comunione” al poter contare su vere e proprie “imprese di comunione”.

Persone contente, un grande senso di attesa (sembrava che le persone non stessero aspettando altro…), queste alcune delle impressioni che ho raccolto: ci voleva proprio questa scuola Edc al Polo…

Bellissimo, si è così: ci voleva proprio questa scuola Edc al Polo.

Il taglio del Per-corso è proprio quello di un corso aziendale: quindi Edc è proprio una materia a cui formarsi?

Sì e no: faccio un po’ fatica a immaginare Edc come una “materia”, è molto di più, almeno in questa prima tappa che ha avuto un carattere fondativo. Luigino Bruni ci ha proposto lunedì una panoramica storica: Cosa è Edc e come e nata, ma anche cosa c’era prima del ’91. Questo primo passaggio ha fatto capire cosa era successo nel 91, facendoci intuire come Edc sia stata una risposta caduta in un momento storico particolare, grazie all’intuizione di Chiara Lubich. La relazione è continuata con un breve escursus su questi 20 anni. Siamo partiti quindi dalle basi, la parte fondativa del percorso: qualcosa molto di più di una materia, di un aspetto tecnico aziendale. Con le prossime tappe entreremo anche sugli aspetti più concreti di gestione aziendale alla luce del progetto.

Eva_Gullo

Cosa ti è risuonato maggiormente del tema di Luigino Bruni?

La cosa che ho sentito maggiormente riecheggiare, anche nei lavori di gruppo, è stata la consapevolezza che Luigino Bruni ha trasmesso sul fatto che in questi 20 anni noi abbiamo visto solo  il seme dell’Edc, non l’albero che dal seme scaturirà. Potremmo non essere contenti di questi 20 anni se pensiamo a quanto grande fosse la visione di Chiara  del 1991 (“non comunismo, non capitalismo: comunione”), e a quanto poco abbiamo fatto in questo senso… Ma oggi noi vediamo il seme, non l’albero e non dobbiamo confonderli: però noi annunciamo l’albero, che non si vede ma sappiamo, per fede, che arriverà. Questo corso è una possibilità per guardare bene il seme (che è vivo e vegeto e di questo dobbiamo essere contenti), vedere le potenzialità grandi che ci sono nel suo DNA: e poi sognare un po’ l’albero, una economia fraterna e di comunione, per noi e per tutti

 

  • Scritto da Aurelia
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