Quinto modulo del corso avanzato SEC: “Vedere il lavoro”

Maggio09

Quinto modulo del corso avanzato SEC: “Vedere il lavoro”

Oggi e domani quinta tappa del Corso avanzato in Economia Civile presso la sede SEC nel Polo Lionello Bonfanti. Una intervista ad Anouk Grevin

Il titolo del modulo “Vedere il lavoro. Beni relazionali, premi e incentiviAnouk Grevinracchiude in sintesi gli argomenti che saranno trattati in questo quinto step del Corso Avanzato in Economia Civile SEC, docenti: Luigino Bruni, Università LUMSA di Roma, e Anouk Grevin, Università di Nantes, che abbiamo intervistato per voi.

Professoressa Grevin, cosa si intende con “vedere il lavoro”? Normalmente il lavoro, in un’organizzazione, non si vede?

Dai miei lavori di ricerca, focalizzati sulle organizzazioni che vivono situazioni di malessere lavorativo, ho osservato che spesso i lavoratori lamentano che il loro impegno non sia abbastanza riconosciutoE questo spesso avviene perché i managers sono sempre meno presenti nella vita quotidiana, presi da attività di pianificazione strategica e osservazione delle analisi finanziarie. In questo modo riescono a leggere i risultati raggiunti dall’organizzazione, ma non riescono a dar conto del processo che li produce, degli elementi fondamentali che lo permettono, tra i quali il lavoro: per i managers contano i risultati e non la misura di quanto chi li ottiene mette di se stesso. Questo, l’impegno che i lavoratori offrono, nessuno lo vede e lo valorizza e ciò crea nei lavoratori senso di frustrazione, malessere. Per questo è necessario riscoprire e mettere in luce il contributo vero che ciascun lavoratore dà, mettendo tutto se stesso nel lavoro. Implicitamente questo significa ridare al lavoro un significato più profondo, significa dargli un volto umano, riconoscendolo legato ad un tipo di impegno personale, che contiene anche ciò che non è stabilito da contratto: la dimensione del dono (di sé innanzitutto)”.

E come potrebbe un manager organizzare l’impresa che gestisce, ridando al lavoro questo valore più profondo che dovrebbe esprimere? Esistono strumenti specifici?

Innanzitutto rafforzando la sua presenza nella vita dell’organizzazione a contatto con i lavoratori, dedicare tempo a loro, riducendo magari altri impegni. Ciò dovrebbe tradursi anche in prassi continuative e istituzionalizzate, ad esempio attraverso la creazione di “spazi” riconosciuti, frequenti, magari di durata non troppo lunga, riservati al dialogo con i lavoratori che possano esprimere e confrontarsi con il manager dei problemi lavorativi, per trovarvi soluzioni. Poi naturalmente si potrebbero utilizzare tutti gli strumenti classici del management, come ad esempio i colloqui, le valutazioni… ma tutti dovrebbero essere ri-orientati alla valorizzazione del lavoro e dei lavoratori a tutto tondo, non in quanto ingranaggi intercambiabili di un sistema, ma in quanto elementi creativi e insostituibili, dunque di infinito valore per il successo dell’organizzazione”.

Una prospettiva davvero interessante ed innovativa, capace di suscitare cambiamenti di ottica sostanziali per i dirigenti ed i managers con ricadute positive per la vita dell’organizzazione tutte da sperimentare e da vivere. Buon quinto modulo a tutti.

di Licia Paglione

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  • Scritto da Aurelia
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