Radio Vaticana 3/10/14 – A LoppianoLab dal 3 al 5 ottobre c’è l’Italia che vuole ripartire

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Radio Vaticana 3/10/14 – A LoppianoLab dal 3 al 5 ottobre c’è l’Italia che vuole ripartire

pubblicato su it.radiovaticana.va

Quinta edizione di LoppianoLab: fino a domenica oltre venti gli appuntamenti in programma nella cittadella del Movimento dei Focolari sorta vicino a Firenze, in una sorta di laboratorio sui temi dell’economia e del lavoro. Al centro l’Italia e il bene comune, con l’obiettivo di contribuire al decollo del Paese attraverso la partecipazione dei cittadini e la costruzione di una società fondata su relazioni di reciprocità ed equità. Tra i relatori: Cristina Calvo, responsabile dell’Area Internazionale di Caritas Argentina, Stefano Comazzi dell’AMU, Davide Pati della Presidenza Nazionale di Libera, gli economisti Luigino Bruni, Giuseppe Argiolas e Vittorio Pelligra, e gli imprenditori Antonio e Beatrice Baldaccini. E ancora per l’ambito culturale ed educativo l’on. Lorenzo Basso coordinatore Intergruppo parlamentare sui temi del gioco d’azzardo, Jesús Morán filosofo e teologo, copresidente dei Focolari, Leonce Bekemans coordinatore.accademico Centro  Diritti Umani dell’ Università di Padova ed Ezio Aceti, esperto in psicologia evolutiva e scolastica. Di LoppianoLab Adriana Masotti ha parlato con Michele Zanzucchi, direttore della rivista “Città Nuova”, tra i promotori dell’evento:

R. – LoppianoLab è nato 5 anni fa per l’esigenza di trovare un luogo dove mettere assieme studiosi, operatori, tecnici, per elaborare delle idee da offrire alla nostra Italia, per uscire dalla crisi, per essere sempre di più un luogo in cui la cittadinanza sia non una parola vuota, un luogo dove poter condividere delle esperienze positive, delle buone pratiche rispetto al lavoro, alla cultura, alle relazioni, all’immigrazione, all’accoglienza e così via, per poter elaborare appunto delle idee da offrire all’Italia. Ora, è forse pretenzioso questo progetto, in realtà nasce dall’esperienza del Movimento dei Focolari e di tutte le forze che gli sono attorno, che cercano da decenni ormai di offrire all’Italia una via verso una convivenza civile adeguata. Ecco, quest’anno abbiamo concentrato il nostro tema sul lavoro, la cultura e le relazioni. Lavoro, perché ovviamente è l’emergenza più grave che abbiamo nel Paese; cultura, perché senza idee, le iniziative in favore del lavoro non avrebbero nessuna possibilità di arrivare in porto; relazioni, perché la crisi italiana è soprattutto una crisi di valori, una crisi di rapporti interpersonali, è una crisi, direi, quasi antropologica. In questo senso, ad esempio, ci saranno due laboratori sulla teoria del gender e sul rapporto tra governati e governanti, che ci sembrano particolarmente stimolanti.

D. – Particolare attenzione verrà data anche ai giovani con un workshop proprio su economia e lavoro…

R. – I giovani sono parte integrante di LoppianoLab. Tra l’altro Loppiano è un centro del Movimento, che ormai da 50 anni, – quest’anno festeggia appunto 50 anni e lo festeggeremo proprio a LoppianoLab –mostra un modello di convivenza tra generazioni diverse, che ha fatto scuola.

D. – Una cifra caratteristica di LoppianoLab è l’interazione tra esperti, tecnici e pubblico. Che cosa è nato da questo mettersi insieme: un esempio…

R. – Un esempio di ciò che è nato è quello che è stato chiamato “Cantiere legalità”. Sappiamo che in questo momento la cultura della legalità è uno degli obiettivi principali che l’Italia deve darsi per uscire dalla crisi, non solo al Sud. Ebbene, a partire da alcune idee che erano nate, a partire da alcune esperienze concrete, che sono state presentate a Loppiano qualche anno fa, si è costituito questo “Cantiere legalità” che porta in giro per l’Italia diverse iniziative tutte volte a rivalutare la legalità. Poi la grande azione di Slotmob, che abbiamo iniziato quest’anno insieme ad altri partner, che vuole portare non ad una demonizzazione del gioco d’azzardo, ma semplicemente a premiare coloro che non lo praticano, anche per questa attività LoppianoLab è stato un vero incubatore.

D. – Per concludere, qual è il filo rosso di tutto questo? Si potrebbe dire la persona, ma anche il bene comune, la collettività…

R. – Certamente, dalla persona al bene comune. L’uomo, la persona che viene presentata a LoppianoLab, è una persona che non è solo individuo, che non è solo un numero, che non è solo un disoccupato tra tanti, ma è “persona” nel senso forte. Le persone, per essere tali, devono essere in relazione tra di loro e le relazioni tra di loro possono portare ad una valorizzazione della singola persona. Persona e relazioni entrano quasi in un circolo virtuoso e si può fare tutto, poi, se la persona è valorizzata e se le relazioni sono adeguate alle persone che le realizzano. 

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  • Scritto da Aurelia
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