Rassegna stampa Loppianolab 2010 – Avvenire 16/09/2010

settembre16

Rassegna stampa Loppianolab 2010 – Avvenire 16/09/2010

Print Friendly

Si apre domani il LoppianoLab, quattro giorni di appuntamenti per un modello di impresa che punta alla «vita buona»

di Pietro Saccò
pubblicato su Avvenire il 16/09/2010

« Oggi c’è troppa ideologia, tanti vogliono dividere il mondo in due gruppi: quelli che adorano il capitalismo e quelli che lo odiano. E invece ci sono altre strade ». Inizia da qui, Luigino Bruni, per spiegare il senso del primo LoppianoLab, quattro giorni di eventi (inizia domani e finisce il 19 settembre) che faranno della città toscana fondata da Chiara Lubich, culla del movimento dei Focolari, il centro del dibattito su un approccio diverso all’economia, alla cultura, alla formazione.

L’altra strada di cui parla Bruni – docente di economia politica all’Università di Milano-Bicocca – è l’Economia di Comunione, nata da un’ispirazione della Lubich davanti alla povertà disarmante vista nelle favelas brasiliane nel ’91. Sono passati quasi vent’anni, e l’Economia di Comunione è diventata una realtà importante vissuta oggi da un migliaio di imprese in tutto il mondo. «Il principio delle aziende che lavorano nell’Economia di Comunione è che il profitto dell’attività economica non è un male, ma prende senso nel suo essere messo in comunione ».

La regola è che i due terzi degli utili di un’azienda vanno investiti in programmi di lotta alla povertà, formazione o sviluppo dell’impresa. «C’è chi vorrebbe solo un’economia non-profit e considera il mercato un male, sempre e comunque – spiega Bruni -. Invece ci sono imprenditori che vivono il lavoro di impresa come vita buona, creano buoni posti di lavoro, investono le loro entrate in maniera buona. Fare impresa è uno dei possibili modi di fare il bene». L’Economia di Comunione si inserisce così nel solco dell’economia sociale. Bruni parla di economia «carismatica », che vanta una tradizione millenaria con le attività legate ai carismi benedettino, francescano, salesiano («Don Bosco – ricorda Bruni – ha creato il primo contratto di apprendistato»). «È un tipo di attività economica, di fare impresa, che si basa su una dimensione spirituale» nota l’economista. Questo è ancora vincente. Con la crisi le aziende dell’Economia di Comunione – circa 1.000 in tutto il mondo – non hanno interrotto la loro crescita. «Certo, qualcuna ha sofferto. Ma abbiamo registrato numerosi aumenti degli utili. Questo dimostra – spiega l’economista – che queste imprese avevano radici più forti di quelle tradizionali, sono aziende costruite non tanto sui mercati finanziari o su aggressivi progetti industriali, ma sui rapporti, sulle persone. Quando le basi sono solide come queste, allora è più facile resistere ai terremoti dell’economia».

Sono queste imprese, che trovano il loro principale punto di aggregazione nel Polo imprenditoriale Lionello Bonfanti, a darsi appuntamento a Loppiano. Assieme ai tanti interessati a questo modello di economia ‘diversa’ e soprattutto ai centri culturali del Movimento dei Focolari: il giovane Istituto universitario Sophia e il gruppo editoriale Città Nuova. Al LoppianoLab ci si trova, soprattutto, per fare rete. «Vogliamo mettere insieme realtà recenti come l’Università e il Polo industriale, e sviluppare la rete tra le aziende e con i territori. L’Economia di comunione sta crescendo, ma si può fare di più: collaborando, mettendo assieme le esperienze, legandosi alle realtà locali ». L’evento si divide in quattro parti: la Convention tra le aziende della Edc, l’Expo in cui queste imprese si presentano, l’appuntamento annuale del gruppo editoriale Città Nuova e il convegno “Quale Paese, quale unità? Innovare in economia, formazione, cultura“.

  • Scritto da Aurelia
  • 1 Tags
  • 0 Commenti

CATEGORIE Rassegna stampa