Riflessioni a partire dalla “Laudato sì”

Novembre12

Riflessioni a partire dalla “Laudato sì”

22543853427_eb96f24128_zSabato 7 novembre scorso il Polo ha ospitato uno degli appuntamenti di Autumnia 2015. Il teologo Piero Coda, il vescovo di Grosseto Mons. Rodolfo Cetoloni e l’economista Luigino Bruni in dialogo sulla recente enciclica di Papa Francesco.

S’intitolava “Riflessioni a partire dall’enciclica Laudato Sì” e s’inseriva nel ricco programma di Autumnia 2015, la manifestazione sui temi dell’ambiente promossa dal Comune di Figline e Incisa Valdarno assieme a numerose associazioni del territorio. Tre specialisti d’eccezione hanno proposto un approfondimento sullo straordinario “trattato” di papa Francesco sulla cura del pianeta: il teologo Piero Coda, preside dell’Istituto Universitario Sophia (IUS), il vescovo di Grosseto Mons. Rodolofo Cetoloni e l’economista Luigino Bruni, docente alla LUMSA e coordinatore internazionale del Progetto di Economia di Comunione.

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Promosso dalla Diocesi di Fiesole, da IUS e dal Polo Bonfanti, l’appuntamento ha registrato un’ampia partecipazione anche giovanile, vista la presenza oltre settanta ragazzi del Liceo Linguistico e delle Scienze Umane di San Giovanni V.no.
Dopo i saluti dell’assessore Tilli del Comune di Figline e Incisa Valdarno e di Eva Gullo, presidente del Polo Bonfanti, ha preso la parola Marco Cardi dell’Ufficio diocesano di Pastorale sociale e del lavoro che ha avviato i lavori presentando due tra i punti cardine dell’enciclica: l’uomo e il territorio «Che – ha spiegato – se letti correttamente, non possono che portare ad un miglioramento degli stili di vita per tutti».
Il teologo Coda ha presentato il percorso storico che ha preparato l’avvento dell’Enciclica: dal Concilio Vaticano II ad oggi, con una particolare attenzione ai mutamenti antropologici che gli avvenimenti sociali e politici hanno provocato. La vera sfida è quella culturale, occorre “ripensare il pensiero”, porre in atto un’ ecologia integrale, per la quale papa Francesco indica alcune direttrici: la riscoperta della propria interiorità e di ciò che siamo chiamati ad essere di fronte agli altri e al mondo; del rapporto con l’altro e una reale coabitazione delle periferie.
Sottolineando la necessità di ricorrere sempre a una lettura del testo piuttosto che ad analisi critiche, Mons. Cetoloni ha spiegato alcune parole portanti del documento: relazione, responsabilità e solidarietà. «Nella Laudato sì c’è un chiaro invito a guardare al futuro. Non possiamo più pensare alla terra con un criterio utilitaristico, ma l’ambiente è una questione di giustizia poiché la terra appartiene anche a coloro che verranno. È un prestito che una generazione riceve e deve riconsegnare a quella successiva. Si tratta di una visione del tempo in una prospettiva di consegna. Domandiamoci: che mondo vogliamo trasmettere?».
Bruni ha concluso ricordando la radice etimologica della parola “custodia” presentata nella Bibbia. Si utilizza un’unica espressione sia essa riferita agli esseri umani che alla cura della terra: «Quel tipo di ecologia che, mentre uccide i bambini non uccide però le balene, non mi convince. In questo modo siamo predatori che mettono sé stessi al centro dell’universo, ma la cura è una sola. Il mercato spesso dimentica di mettere in conto la sofferenza delle altre specie umane, sacrificate sull’altare della nostra efficienza. La terra va salvaguardata e protetta dai mercanti di profitti, quello che il papa ci ricorda è che la terra promessa è sempre quella dei figli; la felicità più improntante è quella dei figli».

di Stefania Tanesini

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  • Scritto da Aurelia
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