Un male comune che evidenzia il bene comune

Marzo20

Un male comune che evidenzia il bene comune

Se finora il concetto di bene comune risultava troppo astratto per alcuni, o non del tutto applicabile ai sistemi economici, il momento che si sta vivendo sta mettendo in chiaro per tutti di cosa si tratta!

 

Le grandi crisi ribaltano vecchie piramidi dei bisogni: questo si è sempre saputo, ma forse il motore capitalista, sempre accelerato, lo aveva dimenticato ed ora la fragilità ed il disagio attorno ce lo stanno ricordando; poche cose come una pandemia, infatti, sono in grado di sconvolgere equilibri globali, facendo crollare dogmi e certezze ed emergere nuove consapevolezze, nuove coscienze. Individuali e collettive. Pur nello spaesamento generale e nelle difficoltà oggettive di far fronte al virus, questo “male comune” in un certo senso sta impartendo grandi lezioni, che se siamo in grado di accogliere ed applicare con saggezza, potranno condurre a quel cambio radicale necessario, auspicato da sempre più soggetti.

 

Sotto la guida esperta di chi, per vita, lavoro e passione, conosce bene gli intrecci e le contaminazioni tra economia e sacro, tra mercato e spirito, mercoledì 18 marzo, con un webinar trasmesso dal Polo Lionello Bonfanti, si è condivisa un’intensa ora di dialogo e riflessioni sul momento attuale, guidata dal prof. Luigino Bruni e con altri ricchi contributi dell’economista Sr Alessandra Smerilli, della Rabbina Silvina Chemen e dell’Ambasciatore Italiano in Algeria, Pasquale Ferrara. Da casa, un pubblico di oltre 1200 persone seguendo in streaming il dibattito, segno importante che c’è voglia di esser connessi e pensare insieme, anche in questa nuova dimensione, meno corporea.

 

Non è facile, certo, parlare di doni, facendo i conti con le perdite umane e con lo spettro di una recessione…eppure, oltre il dolore, con lungimiranza, capiremmo che gli insegnamenti che sta lasciando dietro di sé questo virus sono preziosi: dapprima l’isolamento forzato ci ricorda come le relazioni umane siano fondamentali, che quei beni relazionali (spesso derisi da alcuni economisti e politici) sono aspetti  ancor più vitali nei momenti di bisogno, tanto nei rapporti di famiglia ed amicizia, come sul lavoro e nella società in generale. D’altra parte ci si scopre profondamente vulnerabili ed impotenti. Il business, la finanza, le borse -con relative speculazioni- vogliono ancora dir l’ultima parola, anche sopra la vita, ignorando quel principio di precauzione di cui parla anche la Dottrina della Chiesa, ma improvvisamente ci si rende conto che non siamo invincibili, sottolinea Bruni, che <<negli ultimi decenni si è corso troppo dietro al mercato ed alla sua idolatria, mentre il re capitalista è “nudo” e non onnipotente. Le assicurazioni oggi sono spesso applicate a tutto ciò che è privato, ma, nonostante i vari ammonimenti sociali ed ambientali, non ne abbiamo mai considerata una collettiva per la società nel suo insieme: una comunità saggia invece, non solo guidata dal capitale, investe in tempi ordinari per premunirsi in tempi eccezionali>>

 

<<Noi tutti, incluse le imprese, -interviene la Smerilli- tendiamo a programmare ogni cosa senza considerare l’incertezza insita del nostro essere e dell’esserci insieme. Lo shock di questo virus permette dunque di fare uno stop al treno in corsa, e di ritrovare il gusto di tante cose, prima date per scontate. Anche lo slittamento di Economy of Francesco acquisisce ancor più significato: si è sempre parlato di un processo, non un evento, ed è proprio in questo momento che ci si deve chiedere più da vicino quale sia il vero compito di istituzioni, soggetti economici, di valutare la vera vocazione di operatori finanziari, per poter generare un impatto concreto. La cosa peggiore che possa capitare è che ci si rialzi, facendo finta che tutto sia come prima -ammonisce Sr Alessandra- questo sarebbe lo sbaglio più grande. Serve, piuttosto, uscirne più saggi, far più spazio a quella creatività che si sta generando, dando importanza alle reti che in questo momento di bisogno sono di grande utilità. È grazie all’impegno di questi gruppi e corpi intermedi che stiamo ricevendo cure, risposte e sostegno e queste collaborazioni non si improvvisano, se nell’ordinario non sono già presenti!>>


Molto intenso anche il breve intervento della Rabbina, in diretta dall’Argentina, che testimoniando bellissimi segni di speranza nel suo territorio, cita il Libro dei Numeri, ricordando quando il popolo decide di aspettare che Miriam, sorella di Mosè, ammalata di lebbra, guarisca per continuare la marcia. <<Da soli – prosegue- non siamo stati capaci di fermare il mercato selvaggio, che si nutre e si pre-occupa solo di chi è dentro, tralasciando chi è fuori, mentre questo virus ci impone di non poter continuare a camminare se prima non guariamo tutti e le organizzazione sociali sono le prime a compiere il passo>>.

 

Come in economia, anche la politica sta vivendo una sorta di quaresima, mettendo a nudo la sua vera essenza, quella di essere biopolitica, interviene infine l’Ambasciatore. << Ora è davvero esposta, deve rispondere, occupandosi della vita delle persone, deve dimostrare che è la qualità del potere che conta, non la quantità. Non è vero che solo i poteri forti possono avanzare in tempi difficili, ma anche la democrazia può gestire le crisi, a patto però che si lavori con interazione orientata all’intesa e al pieno rispetto della persona>>; dovrà farlo scrollandosi di dosso quella grammatica obsoleta ed inefficace, e riconsiderando la fiducia come elemento fondamentale per far sì che tutti i cittadini rispettino le regole.

 

Non basterà iniettare denaro nelle economie dei Paesi e lavorare su leve fiscali; servono soprattutto creatività, unità, solidarietà tra enti e soggetti, tra Popoli e Stati per non far passare invano questo momento, che è un tempo difficile ma non vuoto, è tempo di cura. È ora che dobbiamo pensare al dopo, e potremmo uscirne bene solo se siamo in grado adesso di farci carico gli uni degli altri, di rispettare le regole, di ritrovare, (i più giovani attraverso la scienza della vita, fuori dai banchi di scuola), il senso di responsabilità, comunità, empatia, rispetto, bene comune.

 

 Le interessanti serate aperte dei mercoledì di Quaresima sono promosse dal Polo Lionello Bonfanti e Relazioni Generative, progetto dell’Associazione “Salve! Health to share”; il prossimo appuntamento è per mercoledì 25 marzo, alle ore 20.45, per continuare con un approfondimento del contesto secondo lo sguardo della politica internazionale con Pasquale Ferrara e a seguire, altri brevi commenti e prospettive in dialogo.

 

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