Un primo passo nell’impatto sociale – Centro Studi Alfredo Merlini

dicembre12

Un primo passo nell’impatto sociale – Centro Studi Alfredo Merlini

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Come tutti i grandi temi anche l’impatto ha grandi variabili interpretative.
Restrittive, invadenti, prudenti, coraggiose.
E non sempre c’è un unico modello che vada bene per tutto ciò che vogliamo misurare o valutare.
L’importante, crediamo, è che l’impatto sia sempre considerabile come un modo soprattutto per arricchire le modalità di crescita e di sviluppo (e qualche volta di cambiamento) di una organizzazione.
E senz’altro è perciò fondamentale considerarlo soprattutto come processo di apprendimento.

Tante definizioni ci inquadrano il tema. Ne riportiamo alcune tra le tante interessanti:
– L’impatto sociale è la capacità di un’organizzazione di contribuire ad un cambia-mento in un determinato campo d’azione modificando lo status quo di una persona o di una comunità destinatari dell’attività sociale. (Perrini e Vurro 2013)
– L’impatto sociale è l’attribuzione delle attività di un’organizzazione ai risultati sociali complessivi di più lungo termine. (EVPA 2013)
– Il concetto di impatto sociale è definito come il cambiamento non economico creato dalle attività delle organizzazioni e dagli investimenti. (Emerson et al. 2000; Epstein & Yuthas 2014)
– L’impatto sociale è la porzione di outcome totale che si è verificata come risultato diretto dell’intervento, al netto di quella parte che avrebbe ugualmente avuto luogo anche senza l’intervento. (Clark et al. 2004)
-L’impatto sociale viene definito come il cambiamento sostenibile di lungo periodo (positivo o negativo; primario o secondario) nelle condizioni delle persone o nell’ambiente che l’intervento ha contribuito parzialmente a realizzare. (Zamagni 2015).

Ma per il Movimento delle Misericordie quale tra queste può essere la cornice di riferimento ideale?
C’è una definizione che potrebbe sposare di più? E soprattutto quale è la giusta porta di accesso?
Domande a cui non è possibile rispondere chiaramente perché tante sono le variabili e tante sono anche le espressioni delle Misericordie nel territorio nazionale. Quasi 700 organizzazioni spalmate dall’alta Italia fino alla Sicilia. Esperienze grandi e esperienze molto piccole. Esperienze più spostate sul trasporto e altre che operano in campi sociali. Esperienze, tante che fanno sia l’uno che l’altro. Quindi un mondo ricco ma per questo anche molto articolato per essere inteso come corpo monolitico.
L’idea allora è quella di comprendere un unico punto su cui l’omogeneità è garantita ovvero l’aspetto del valore relazionale espresso da queste organizzazioni.
Un valore relazionale che è addirittura indipendente dalle azioni pur manifestandosi proprio nel “fare” Misericordia.
La dimensione quantitativa e qualitativa delle relazioni che producono sviluppo di comunità, maggiore coesione sociale, più forti legami rassicuranti nel contesto dove svolge attività la Misericordia è il vero punto di interesse principale.

Documento PDF Per approfondire clicca qui www.misericordie.it

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