Verso un’economia Inclusiva. Protagonisti di cambiamento.

Maggio29

Verso un’economia Inclusiva. Protagonisti di cambiamento.

In quasi 30 anni di vita, l’EdC ha incontrato tante realtà simili per visione e vocazione, dando vita a sinergie con chi, pur non aderendo nello specifico al progetto, mira a fare del business un motore di sviluppo sostenibile, in ambito sociale ed ambientale.

 Le serate degli scorsi mercoledì, hanno quindi avuto l’obiettivo di sprigionare un circuito virtuoso di pratiche buone ed efficacia prova di futuro, potenziando la forza globale generata dalle reti di aziende coraggiose e persone visionarie.

Dopo le profonde esperienze di alcuni protagonisti storici dell’EdC (https://www.edc-online.org/it/best-practices/16007-covid-19-e-edc-italia-quando-l-attenzione-alla-persona-allenata-per-anni-fa-la-differenza.html) e, nel secondo appuntamento, di Luciana Delle Donne di Made in Carcere, Massimo Lettieri di Rimaflow, Edoardo Barbarossa della Comunità Papà Giovanni XXIII e Luca Strieri del comitato editoriale di Mezzopieno, l’ultimo webinar ha dato la possibilità di entrare in altre dinamiche d’impresa, in questa epoca di crisi e chiusure, attraverso l’energia inesauribile di Marco Piccolo, Amministratore Delegato dell’azienda domestica Reynaldi Srl, la profonda umanità di un Presidente, Giovanni Arletti  della Chimar SpA e con la voce di Filippo Provenzano che ha testimoniato anche per il tessuto dell’Artigianato e delle PMI, essendo Segretario CNA della regione Piemonte. 

Si è potuto riflettere, inoltre, sulla possibilità di misurare e migliorare (qualitativamente e quantitativamente) l’impatto innescato da un’attività economica. Su questo aspetto in particolare, rilevante ed interessante il contributo di Eric Ezechieli, Presidente di Nativa, prima Società Benefit in Europa e prima B-Corp certificata in Italia, oggi impegnata nell’affiancare altri ad usare il business come servizio alla società e degli economisti che hanno accompagnato la moderazione di Eugenia Scotti, Vittorio Pelligra il 6 maggio e Giorgia Nigri, il 20 maggio. L’E. di C. SpA da 3 anni ha aggiornato la sua forma giuridica in Società Benefit, entrando negli ultimi mesi anche nel circuito delle B-Corp: società che nell’esercizio di un’attività economica, oltre alla divisione degli utili, perseguono finalità di beneficio comune, operando in modo responsabile e trasparente.

Il 24 maggio sono trascorsi cinque anni dalla pubblicazione dell’enciclica rivoluzionaria di papa Francesco Laudato Sì, una lettera di grande valore ed estrema attualità: seppur scritta pre-Covid, è uno strumento che aiuta anche ad affrontare al meglio il passaggio d’epoca che stiamo vivendo, dando tanti stimoli per un impegno globale verso quel cambio di rotta ormai indispensabile.

 “Niente di questo mondo ci risulta indifferente” recita così qualche riga estratta dall’enciclica. Il contagio pandemico, ci ricorda che nessuno può considerarsi indifferente o immune davanti alla devastazione del pianeta e dei suoi ecosistemi; inoltre le disparità nell’accesso alle cure e nel vissuto quotidiano del lockdown evidenziano che la giustizia sociale non sempre esiste, che la produzione di “scarti umani” è non solo accettata ma legittimata. 

Diventa sempre più evidente, dunque, che ciò che potrà salvare il prossimo futuro sarà l’applicazione di un’ecologia integrale: bisogna ripartire da un alfabeto condiviso che unisca in un solo orizzonte la cura del vivente e del pianeta. Occorre unire pratiche di impresa davvero responsabili, entrare nelle scuole, nei luoghi di lavoro, di produzione, di consumo, nelle istituzioni.

Ci piace pensare che non c’è un prima a cui tornare, c’è un dopo da inventare, e quello possiamo farlo solo insieme, unendo le forze. Come ben recita il manifesto di una delle Società Benefit, “Crediamo che l’umanità abbia oggi davanti a sé una straordinaria opportunità di evolvere per creare una prosperità durevole e condivisa”. Solo così potremmo sradicare quel modello di distruzione e predazione che genera disuguaglianze sociali e catastrofi ambientali.

Se li hai persi, sulla pagina youtube del Polo, puoi rivedere il ciclo dei 3 webinar. CLICCA QUI

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