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29 Settembre 2026   |   Fondati sul lavoro?, Notizie

Il lavoro e le sue domande: tre giorni al Polo

Venerdì pomeriggio, quando dom Bernardo Gianni ha preso la parola, la sala era piena. La lectio era aperta al pubblico, e in molti avevano scelto di esserci.

L’abate di San Miniato al Monte ha parlato di ferialità. Il modo in cui si abita il tempo del lavoro. L’Ora et labora benedettino come grammatica possibile per chiunque lavori.

Più tardi, al Community Stage, le luci si sono abbassate su Frate e sore, core e core, voci e memorie da Cristo si è fermato a Eboli. Il testo nasce da L’Italia tra le righe di Luigino Bruni, che rilegge Carlo Levi come testimone di un’economia fatta di rapporti, di fiducia, di legami che la miseria non riesce a spezzare.

Il sabato è stato il giorno più denso. Luigino Bruni ha guidato due sessioni: la prima sul lavoro come vocazione e fioritura umana, la seconda sul lavoro come azione collettiva e reciprocità civile. Nel pomeriggio i partecipanti si sono seduti attorno ai tavoli per Bien Vu!, il gioco della gratitudine al lavoro della cattedra universitaria “Dono al lavoro” dell’Università di Nantes. Il ciclo del dono (dare, ricevere, ridonare) si inceppa quasi sempre nel ricevere. Attorno a un tavolo, con gli altri, quella cosa astratta prende forma.

La domenica è cominciata con la messa, poi i gruppi si sono ritrovati per un laboratorio di restituzione. Dall’incontro finale con Luigino Bruni sono emerse le domande rimaste aperte, quelle che i tre giorni avevano affilato senza chiudere.