Venti Nuovi, vent’anni di Polo Lionello Bonfanti
Dal 16 al 18 ottobre a Burchio, tre giorni di incontri per i vent’anni del Polo e i trentacinque dell’Economia di Comunione.
Il 28 ottobre 2006, sulle colline di Burchio, a pochi chilometri da Loppiano, si inaugurava il Polo Lionello Bonfanti. C’erano il presidente del Consiglio Romano Prodi e il cardinale Ennio Antonelli. Soprattutto c’erano i soci: migliaia di persone che, senza essere imprenditori, avevano messo fiducia e capitale per dare una casa all’Economia di Comunione. La proposta l’aveva lanciata Chiara Lubich nel 1991 a San Paolo del Brasile: imprese capaci di reciprocità, che non lasciano indietro chi è povero.
Vent’anni dopo, chi lo ha costruito e chi oggi lo abita e ci lavora si è ritrovato per Venti Nuovi, insieme a ricercatori, imprenditori, studenti e artisti.

Per la tre giorni era stato scelto il vento come simbolo e alla fine è sembrato anche il modo più onesto di raccontare questa storia. Due anni dopo il taglio del nastro arrivò la crisi finanziaria, più tardi la pandemia, e intanto il lavoro cambiava in modi che nessun progetto del 2006 aveva messo in conto. Al Polo sono arrivate imprese, altre sono partite, sono nate attività che all’inizio nessuno immaginava. Ogni stagione ha portato un vento diverso da quello atteso. La domanda di partenza è rimasta la stessa: si può fare impresa senza lasciare indietro nessuno? Qui la fedeltà all’intuizione originaria ha avuto da subito la forma del movimento.
Venerdì, Venti di profezia
Ad aprire i lavori è stato il consiglio di amministrazione di E. di C. S.p.A. la società ad azionariato diffuso proprietaria del Polo, che lo gestisce dal 2006: il presidente Koenraad Vanreusel, l’amministratrice delegata Maria Gaglione, Sandra Maria Della Bella, consigliera e responsabile d’impatto, e i consiglieri Germán Miguel Jorge, Fabio Magrini Alunno e Michele Michelotti.

Poi la stessa Maria Gaglione ha chiesto a tre ospiti di provare a leggere insieme i venti che oggi stanno cambiando il mondo. Stefano Zamagni, già presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, è partito dall’economia civile. Marco Girardo dirige Avvenire e ogni giorno racconta la transizione ecologica e le questioni sociali. Alberto Ferrucci l’Economia di Comunione l’ha vista nascere, e sa quanto sono cambiate le domande da allora.

La sera è stata di Francesco d’Assisi, a ottocento anni dalla morte. Al concorso La voce di Francesco erano arrivate ventidue opere: poesie, canzoni, acquerelli, un arazzo cucito a mano, un videopoema su Chiara d’Assisi. Hanno partecipato religiose e musicisti, un medico, uno storico. La commissione ha premiato tre opere. La povertà che edifica, di Alessandro Ramberti, attraversa Francesco per immagini concrete e legge la povertà come una forza che moltiplica il poco. Elda Stoppa ha scritto Come gocce d’acqua cristallina a partire dal verso del Cantico delle creature dedicato a sora acqua. Nell’acquerello di Emanuela Zaliani, Ascesi, gli alberi spogli in cima a una rupe si sciolgono in uno stormo in volo. Poi la performance teatrale Il Cantico di Francesco. Lo spettacolo aveva debuttato a Castel Gandolfo nel novembre 2025, durante Restarting the Economy. In scena c’è Chiara d’Assisi, interpretata da Cristina Colonnetti: è lei a ricordare Francesco, con la voce di chi lo ha conosciuto da vicino e ne ha custodito la memoria. Le parole si intrecciano alle musiche di Enrique Spacca, Carlo Gorio e Linda Ngoie.

Sabato, Generare Venti Nuovi
Sabato mattina Beatrice Cerrino ha aperto il primo panel con una domanda: come cambia l’economia quando cambiano le relazioni che la sostengono? Vittorio Pelligra, della Scuola di Economia Civile, ha parlato di un’economia del significato, in cui si lavora per gli altri. Per Paolo Santori, di The Economy of Francesco, la fraternità comincia dal luogo di lavoro. Con Chiara Piva, di Federcasse, il discorso è passato alla finanza reale, quella del credito che tiene insieme una comunità. Miriam Giovanzana, di Fa’ la cosa giusta!, ha chiuso chiamando in causa la società civile e la responsabilità di ciascuno.

Livio Bertola, presidente di AIPEC, ha raccontato il lavoro di rete tra gli imprenditori dell’Economia di Comunione. Poi la parola è passata a chi un’impresa la sta ancora costruendo. Flavia Cerino ha premiato le due startup vincitrici del Bando Giovanni Bertagna dell’Associazione Lionello Bonfanti. Gabriele Zintu ha presentato e ritirato il premio per NextRender, startup romana che offre potenza di calcolo per il rendering 3D a chi non può permettersi macchine proprie. Premiata anche NOIET Foods, di Milano, che trasforma gli scarti delle bevande vegetali in un ingrediente al posto dei conservanti sintetici.

A fine mattinata il Polo ha ripercorso la propria storia. Si è partiti dalla nascita dell’Economia di Comunione, con il ricordo di due imprenditori della prima ora: il trentino Pietro Comper, fondatore di Tecnodoor, e Klemens Fritschi, per tutti Clem, svizzero di nascita e torinese da oltre cinquant’anni. Poi, con Alberto Frassineti a guidare il racconto, si è arrivati al Polo. Maria Giovanna Rigatelli ha ricordato l’acquisto del terreno, l’architetto Giovanni Saccani il progetto e la costruzione. Mara Maggi Panzeri ha raccontato il progetto grafico, Beatrice Vecchione la campagna soci che portò migliaia di persone a credere nel Polo prima ancora che esistesse. Mario Spreafico ha ripercorso la scrittura dello statuto, Cecilia e Giuseppe Manzo il carisma da cui tutto è partito. Cecilia Mannucci ha mandato un saluto video. L’ultima parola è andata a Eva Gullo, Nicola Blundo e Irene Giordano, che quel testimone lo hanno portato avanti per diversi anni.

Nel pomeriggio il Polo è diventato Piazza dei Venti. Alla poster session ricercatori, imprenditori e progetti sociali si sono ritrovati uno accanto all’altro. Intanto le imprese del Polo aprivano le porte ai visitatori.
Alle 15 Benedetto Gui ha posto una domanda e l’ha subito incalzata: generare valore oltre il valore economico, sì, ma quale valore? Paolo Bertola ha risposto con la sua esperienza di imprenditore. Maria Gabriella Baldarelli, dell’Università di Bologna, ha chiesto per chi e con chi fa impresa un’impresa, a partire dal ruolo degli stakeholder. Da Daejeon, in Corea del Sud, Sole Lim ha portato la storia di Sungsimdang. Dopo un video sui trentacinque anni dell’Economia di Comunione, Maria do Sameiro Moreira de Freitas ha spiegato come AMU misura il valore che un progetto genera per una comunità, con lo strumento S-ROI e il progetto RestarT in Siria. Isaías Hernando Chicote è ripartito dall’incontro di maggio in America Latina, dove l’Economia di Comunione ha festeggiato i suoi trentacinque anni prima nelle comunità locali e poi a Buenos Aires, per chiedersi cosa succede quando le esperienze diventano una rete internazionale.

Luigino Bruni ha chiuso il pomeriggio con la domanda che attraversava le tre giornate: che senso ha il Polo Lionello Bonfanti nell’economia di oggi? Dopo una mattina di memoria, ha riportato tutti al presente e a cosa può essere un luogo come questo per chi fa impresa adesso.

Dopo le conclusioni del CdA il foyer si è riempito per la Festa dei Venti Nuovi. Prima di tagliare la torta, l’A.d. Maria Gaglione ha detto a chi andavano davvero gli auguri: “E mi piace pensare che il Polo possa continuare a essere un luogo in cui venti diversi si incontrano, quelli della ricerca, dell’impresa, della cultura, dell’arte, dell’impegno sociale. Non perché debbano soffiare tutti dalla o nella stessa direzione, ma perché dal loro incontro possano nascere domande nuove, relazioni nuove e rotte condivise. Allora, adesso che taglieremo la torta e brinderemo, faremo gli auguri al Polo, certo. Ma in realtà faremo gli auguri a tutto ciò che anima e abita questo luogo: alle persone che ci lavorano, a quelle che lo hanno costruito e a quelle che lo attraversano ogni giorno; alle imprese, ai progetti, alle relazioni, alle idee e ai sogni che qui hanno trovato o troveranno sempre casa”

Poco più tardi i lavori sono ripresi e AMU ha incontrato gli imprenditori per Rel-Azioni che generano cambiamento, con le proposte di Natale e nuove idee di collaborazione.
Domenica, Nuove rotte
Domenica mattina suor Alessandra Smerilli, economista e dal 1° settembre prefetta del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, ha salutato i partecipanti con un videomessaggio. Poi Rosy Bindi, già ministra e presidente della Commissione parlamentare antimafia, ha dialogato con Paolo Loriga di Città Nuova sulle sfide del nostro tempo e sulla responsabilità di generare futuro.

Dopo il brunch, otto tavoli, uno per vento, da Tramontana a Maestrale. A ognuno è stato chiesto di scrivere una cartolina dal 2046: immaginare il Polo fra vent’anni e le proposte per arrivarci. In chiusura le otto cartoline sono state riunite in una sola rosa dei venti.
Grati al passato, desiderosi di futuro. Il prossimo tratto parte da lì.
