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Scuola di Economia Vegetale

La Scuola di Economia Vegetale nasce dall'intuizione di Luigino Bruni, raccolta nel libro «Economia vegetale» (Aboca Edizioni, 2024): le piante non fuggono, non cercano condizioni migliori altrove, ma restano, si radicano, imparano a resistere e a cooperare con ciò che le circonda. Chi lavora nella cura e nella cooperazione conosce bene questa condizione — ha scelto il radicamento invece dell'opportunismo.

Il formato principale è «Custodire Linfa», un workshop residenziale al Polo Lionello Bonfanti rivolto a chi lavora nel mondo della cura e della cooperazione: cooperazione sociale, sanità e welfare, educazione, accoglienza, terzo settore. Attraverso laboratori, dialoghi e spazi di riflessione, i partecipanti tornano alle proprie radici, riconoscono cosa nutre e cosa prosciuga, ed escono con un impegno concreto di custodia verso sé stessi e verso la propria organizzazione.

Portala nella tua azienda

“Cosa poteva essere il capitalismo se avesse imparato dalle piante, e cosa dovrebbe diventare nell'era dei beni comuni.”

Luigino Bruni, Economia vegetale

Tre passi per tornare alle radici

Riconoscere

Cosa nutre e cosa prosciuga la propria energia di chi lavora nella cura: il primo passo è imparare a distinguerlo, prima che la situazione diventi critica.

Comprendere

Il paradigma vegetale come modello teorico e pratico per le organizzazioni di cura: intelligenza distribuita, sussidiarietà, cooperazione come struttura portante.

Agire

Uscire dal workshop con un impegno concreto di custodia, verso sé stessi e verso la propria organizzazione: non un intervento isolato, ma una postura che dura nel tempo.

Il radicamento come intelligenza, non come limite

Custodire e curare sono movimenti intrecciati: curare è intervenire, rispondere a un bisogno; custodire introduce il tempo, la continuità, la responsabilità. È ciò che permette alla cura di durare — stare nel tempo, accompagnare ciò che è vivo senza possederlo, creare le condizioni perché possa crescere secondo la sua natura.

Questa custodia non è mai solo individuale: nasce e si sostiene dentro relazioni, comunità, organizzazioni. Le organizzazioni di cura e cooperazione stanno già vivendo, spesso senza saperlo, il paradigma vegetale: riconoscerlo cambia il modo in cui ci si racconta, dentro e fuori.

Chi lavora nella cura ha scelto il radicamento invece dell'opportunismo: non gambe veloci, ma radici profonde.

Come continuare il percorso

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Porta il workshop nella tua organizzazione

Vuoi organizzare un percorso di Custodire Linfa dedicato al tuo team o alla tua rete? Raccontaci il contesto: possiamo costruire un'esperienza su misura.

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Contribuisci alla Scuola

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Radici prima di gambe veloci

Un paradigma che il Polo continua a esplorare, edizione dopo edizione, insieme a chi ogni giorno sceglie di restare, invece di cercare altrove condizioni migliori.